Sirmione

Qualcosa di speciale

Mettiamola così: siete appena usciti da una visita alle leggendarie grotte di Catullo, sulla punta estrema della penisola di Sirmione. Coi vostri occhi, al riparo delle bianche colonne in marmo e degli antichi porticati, avete osservato le stanze in cui gli antichi erano soliti tenere i banchetti, una volta usciti dall’impianto termale. E la verità è che proprio in quegli stessi luoghi, tra le note della musica e il piccante odore degli olii, i commensali erano soliti assaporare le meraviglie del benessere, in un simposio di fraterna complicità con gli ospiti presenti.

Di più bello c’è soltanto il fatto che Sirmione, con la sua ampia scelta di osterie e ristorantini, è ancora oggi in grado di offrirvi una serata indimenticabile, tra i morbidi profumi del pesce di lago e le solleticanti bollicine degli spumanti pregiati. Non solo non avrete nulla da invidiare a quegli antichi romani, ma in più nessuno vi obbligherà a indossare una tunica e a sdraiarvi su un triclinio.

Di tutti i pesci che è possibile assaggiare nei laghi che costellano l’Italia, ve n’è uno in particolare che muove le sue pinne soltanto nelle acque di Garda: il carpione, una specie di salmonide dalla carne tenera e rosata. Secondo la leggenda, all’origine di questo esemplare vi è nientemeno che lo zampino del Dio Saturno, che trasformò in pesce un avido e disonesto pescatore di nome Carpio e lo obbligò a perlustrare il fondale melmoso del lago, all’eterna ricerca delle monete d’oro che lui stesso aveva gettato via in uno scatto d’ira. Perché non fare allora un salto presso il ristorante La Rucola, nel quieto vicolo delle Strentelle, all’ombra delle imponenti mura scaligere e gustare i piatti tipici della cucina mediterranea, in una cornice straordinaria.

Tra i tanti prodotti tipici del Garda, sarà il caso di accompagnare un piatto con bicchiere di vino, avrete soltanto l’imbarazzo della scelta. Il Franciacorta, per esempio, è un tipico vino frizzante famoso in tutto il mondo, coltivato nei vitigni che si ergono tra Brescia e il lago d’Iseo, secondo una speciale fermentazione atta a produrre le bollicine nel modo più naturale possibile.

Bando alle ciance, già al primo sorso non tarderete ad accorgervi della bontà di questo vino, nel momento in cui la spuma fine dal colore paglierino andrà a cullare il vostro palato, con il desiderio di potervi dissetare.

Ma non c’è soltanto pesce, sulla tavola di Sirmione. Tra le specialità del luogo, che potete gustare nelle numerose osterie del centro storico, vi sono alcuni saporitissimi primi piatti e una serie infinita di dolci prelibati, cui difficilmente saprete resistere. A questo scopo si segnala il ristorante la Speranzina di via Dante, un’antica osteria dagli interni in color avorio, con un panorama mozzafiato che osserva il lato ovest della Rocca Scaligera.

E ora, taccuino alla mano, iniziate col prendere appunti. Perché se c’è una cosa che dovete evitare di fare, è quella di lasciare alle spalle Sirmione senza aver addentato i chicchi del riso vialone, ancora oggi coltivato nelle acque di risorgiva che solcano la pianura veronese. L’amido presente in questi chicchi nani, più piccoli rispetto a quelli cui siamo abituati, rilascia durante la cottura un amido denso che contribuisce a formare un risotto cremoso e dai sapori imprevedibili, ancor più buono se accostato a degli scampi freschi e decorato con una punta di olio extravergine, estratto dalle succose olive dei frantoi circostanti.

E non parliamo dei ravioli, composti nella tradizionale pasta all’uovo, ripieni di carne e serviti insieme a un brodo caldo, per trovare calore nelle stagioni più fredde, oppure sbattuti in padella insieme a burro e salvia, sotto al cielo rosseggiante delle prime serate estive. Anche al punto di visto gastronomico, Sirmione non fa eccezione e si presenta come un mix irresistibile di novità e tradizione, mentre le barche dei pescatori sullo sfondo salpano ogni mattina per distendere in acqua le proprie reti e continuare la secolare tradizione della pesca lacustre, portata avanti da poche famiglie, che riforniscono direttamente i ristoranti al rientro del pescato.

A seconda di dove siete ubicati, potreste affacciarvi alla finestra la mattina, poco prima dell’alba, e vederli allontanarsi con le loro piccole imbarcazioni, in cerca di monete d’oro come nella leggenda del Carpione. Con la certezza che al loro rientro, potrete godere del miglior pesce di tutto il lago, seduti al tavolo di un ristorante, con lo sguardo che segue le increspature sullo specchio d’acqua e la voglia di restare che cresce dentro al vostro cuore e vi impedisce di abbandonare quel piccolo gioiello che è Sirmione.

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Sull'autore
Jacopo Il Cavaliere errante

Da sempre in giro per il mondo, oggi Jacopo Cazzaniga lavora a...

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