Visita al museo di Gardone Riviera

Vittoriale degli Italiani: dieci cose da vedere

a cura di Jacopo Cazzaniga

Il Vittoriale degli italiani è il luogo adatto in cui concedersi una pausa culturale dalla vita “da lago” che caratterizza una vacanza sul Garda. Già in un altro articolo abbiamo snocciolato consigli e informazioni riguardo ai fantastici itinerari che incorniciano le dolci acque del lago. Ciò in cui eccelle il Vittoriale, e con esso la città di Salò, è il profumo di cultura che trasuda dai monumenti storici, a memoria delle grandi imprese compiute dall’esercito italiano durante la Grande Guerra. E contando che Polpenazze dista soltanto pochi minuti dal celebre museo di Gardone Riviera, altro non vi rimane che dare un’occhiata ai nostri appartamenti, pronti ad accogliervi a braccia aperte per un soggiorno unico nel suo genere.

C’è un luogo, in cima alle colline bresciane, che domina tutto il lago di Garda. Sto parlando del Vittoriale, un complesso di edifici, piazze e monumenti edificato dal poeta Gabriele D’Annunzio nel 1921. Quella che nelle intenzioni doveva essere l’ultima dimora del celebre scrittore italiano, rappresenta oggi un museo a cielo aperto ricco di arte e di segreti visitato ogni anno da 180.000 persone. In circa nove ettari di terreno si trovano opere d’arte dal sapore neoclassico, un anfiteatro che può ospitare fino a duecento spettatori, cimeli della prima guerra mondiale, aerei monoposto che hanno sorvolato Vienna e persino la sezione di un ariete torpediniere, la nave Puglia, utilizzata per operazioni di guerra nell’Adriatico. Questi sono soltanto alcuni dei dieci punti di interesse che andremo a toccare nell’articolo seguente.

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L’INGRESSO MONUMENTALE

Ad accogliervi come visitatori c’è innanzitutto l’ingresso monumentale del Vittoriale: una coppia di archi al cui centro è collocata una fontana che recita una scritta in bronzo tratta da un’opera letteraria di Gabriele D’Annunzio.

E non è l’unica: infatti a sormontare la sopraccitata fontana vi è un timpano con il motto del patriota italiano Io ho quel che ho donato. E il regalo di cui vi ha fatto onore il poeta, si staglia ora dinanzi ai vostri occhi: un paradiso metafisico, in bilico tra arte e collezionismo, che si affaccia sulle acque del Garda nel clima mite e riposante.

La visita al Vittoriale inizia proprio in questo punto: da qui si snodano due vie che, in leggera salita, conducono alle meraviglie di questo luogo incantato.

L’ANFITEATRO ALL’APERTO

Poco dopo l’ingresso, sulla destra, troviamo il celebre teatro all’aperto progettato dall’architetto Giancarlo Maroni tra il 1921 e il 1938 che prese come fonte d’ispirazione il più antico teatro romano a noi pervenuto: quello di Pompei.

Un luogo immenso, dal valore incommensurabile, il cui panorama ingloba in un solo colpo d’occhio il Monte Baldo, la penisola di Sirmione e la rocca di Manerba sullo sfondo bluastro del lago di Garda. La leggenda vuole che in origine avrebbe dovuto chiamarsi “parlaggio” e che D’Annunzio lo avesse voluto per ambientarci tutti i suoi futuri spettacoli.

La verità sta nel fatto che ancora oggi vi si tengono spettacoli musicali e rappresentazioni, atte a rendere più frizzante la stagione estiva.

LA PRIORIA

L’ultima dimora di D’Annunzio era appartenuta in precedenza a Henry Thode, un critico d’arte tedesco cui lo stato aveva confiscato la villa come risarcimento dei danni causati dalla Germania durante la Grande Guerra. All’interno dell’abitazione si trovano ancora oggi più di 30.000 libri, alcuni dei quali ancora intonsi, oltre a tutta una serie di oggetti di arredamento provenienti dalle più estreme parti del mondo. La casa è suddivisa in una serie di stanze, adibite a un uso ben specifico.

Vi è innanzirurro la Stanza del Mascheraio, che fungeva da sala d’attesa per le visite ufficiali e dal cui soffitto pende un prezioso lampadario realizzato in vetro di Murano. La sala d’aspetto dedicata invece agli amici del poeta era

L’oratorio Dalmata, dotato di un camino e impreziosito dalla presenza dell’elica con cui nel 1925 fu compiuto un viaggio a tappe in idrovolante da Sesto Calende, in Lombardia, fino in Giappone, con meta finale Tokyo.

A poca distanza si staglia invece la Stanza del Mappamondo: vera e propria biblioteca privata della villa, nei cui scaffali sono contenuti molti dei volumi ereditati dal precedente proprietario.

Tra dipinti di Michelangelo e cimeli di Napoleone Bonaparte (tra cui la maschera funeraria dell’omonimo imperatore) vi è anche spazio per la sfera geografica risalente al sedicesimo secolo che dona il nome alla stanza. D’obbligo è anche una visita al bagno blu.

Proseguendo all’interno della villa ci si imbatte nella Stanza della Leda, ovvero la camera da letto del poeta, e la Stanza del Lebbroso, adibita a luogo di meditazione. Se nella prima sala vi è un incredibile assortimento di elefantini scolpiti nella maiolica, nella seconda vi è un piccolo letto la cui forma richiama tanto l’immagine di una culla quanto quello di una bara.

La stanza, come tutto il resto della casa, è caratterizzata da una costante penombra a causa della fotofobia che aveva colpito la vista del poeta, negli ultimi anni di vita, dopo l’incidente “di guerra” in cui era rimasto irrimediabilmente ferito a un occhio.

Chiude la visita presso la Prioria lo studio personale di Gabriele D’Annunzio, presso cui si accede mediante tre scalini, obbligati a chinarsi per evitare il basso architrave della porta.

D’Annunzio volle in tal modo edificare l’entrata alla sua officina creativa per costringere il visitatore di turno a inchinarsi al genio della poesia. Non a caso, questa è l’unica stanza in cui la luce del sole è libera di filtrare attraverso le finestre, a testimonianza della grande illuminazione che soltanto la poesia è in grado di concedere.

LA NAVE PUGLIA

L’ariete torpediniere Puglia svolse il suo servizio militare presso le acque dell’Adriatico e dopo la fine della prima guerra mondiale attraccò in numerosi porti della Dalmazia, fino alla successiva classificazione come posamine nel 1921.

La nave venne donata dalla Regia Marina Militare a D’Annunzio nel 1923 e furono necessari venti vagoni ferroviari e numerosi camion per trasportare la nave militare fino al Vittoriale degli Italiani. Ancora oggi è possibile visitarla e apprezzare il panorama che si gode dalla sua prua, simbolicamente rivolta verso le acque dell’Adriatico.

IL MAUSOLEO DEGLI EROI

Il Mausoleo è stato costruito dall’architetto Maroni al culmine dell’altura dove si estende il Vittoriale. E’ un luogo importante da visitare poiché contiene, oltre ai tumuli romani che contraddistinguono il sito, anche la tomba del poeta. Intorno al sepolcro del poeta giacciono le antiche arche donate dalla città di Vicenza, dedicate ai legionari fiumani tra cui D’Annunzio ha voluto essere sepolto. Al centro dell’area vi è un mausoleo visitabile, con annessa cripta.

I GIARDINI

Ai giardini del Vittoriale si accede passando per la piazzetta Dalmata. Dapprima ci si imbatte nel cortiletto degli Schiavoni, dove si può ammirare il bellissimo portico e pensare che al tempo di D’Annunzio, questo spazio all’aperto veniva spesso riempito di tappeti persiani e trasformato in un cenacolo a cielo aperto in cui il celebre scrittore riceveva i suoi ospiti. Ma è al centro del giardino che si erige l’Arengo, ovvero il luogo in cui D’Annunzio era solito far confluire per incontri i compagni fiumani in occasione delle cerimonie. Le colonne circostanti simboleggiano infatti le azioni di guerra, tra cui quella relativa alla battaglia di Caporetto.

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LA LIMONAIA E IL FRUTTETO

Proseguendo il tour all’interno dei giardini, si può tranquillamente raggiungere la limonaia. Situata su una serie di terrazze che si affacciano sul lago, è uno dei luoghi più suggestivi di tutto il Vittoriale, dove è possibile anche recare onore alla tomba di Renata (detta la sirenetta nell’opera Il Notturno) ovvero la figlia di Gabriele D’Annunzio.

Oltre i cipressi si arriva ad ammirare la grande statua di Bronzo di Martinuzzi: la “canefora” che rappresenta una donna accosciata che regge sul capo un grande cesto pieno di frutti.

LO SCHIFAMONDO

Quello che doveva essere, almeno sulla carta, la nuova residenza del poeta non venne in realtà completata in tempo per la morte del padrone di casa. Lo schifamondo venne progettato da Maroni sulla base dell’interno di un transatlantico, dotato di oblò, corridoi alti e stretti e di una stanza che richiama con precisione il ponte di comando di una nave vera e propria.

Alla cupola dell’auditorium è invece appeso l’aereo da caccia S.V.A. con cui fu effettuato il celebre volo sopra Vienna nella prima guerra mondiale, come beffa rivolta all’esercito austriaco (al posto di bombe e proiettili, gli aerei sganciarono invece bigliettini di propaganda che invitavano i cittadini austriaci a manifestare la propria autonomia dall’imperso austro-ungarico).

MUSEO D’ANNUNZIO EROE

Proprio all’interno dello schifamondo si trova infatti il museo dedicato alle imprese militari del celebre poeta di Pescara. Tra le teche che compongono la stanza museale è possibile ammirare le medaglie conferite al poeta per il valore militare, le divise utilizzate nelle azioni di guerra, bandiere e gonfaloni ognuno con una precisa storia vera da raccontare.

Il Museo è stato inoltre rinnovato nel 2011 e si è arricchito di due nuove sale che ospitano oggetti (come armi e bandiere) appartenuti al poeta quando era ancora in vita, tra cui alcuni manoscritti autografi che rappresentano la grande eredità lasciata da D’Annunzio ai posteri.

MUSEO D’ANNUNZIO SEGRETO

Aperto soltanto nel 2010, la sezione segreta del museo contiene vestiti e oggetti provenienti dalla vita personale del poeta. Tra vestiti eleganti, scarpe e cravatte trovano spazio anche tutta una serie di valigie, fotografie di amanti e lettere d’amore. Conclude quindi la visita questa stanza dai connotati estremamente interessanti, che rappresenta un vero e proprio incontro con il profilo privato del grande scrittore italiano.

INFORMAZIONI UTILI

Il museo del Vittoriale è aperto tutto l’anno, eccezion fatta per il 24 e 25 Dicembre e capodanno. L’orario estivo, fino al termine di Settembre, ha inizio dalle ore 8:30 del mattino e chiude i cancelli alle 19 di sera, poco dopo il tramonto.

Vale la pena di specificare che tutte le visite dirette alla Prioria sono tassativamente guidate e che il suddetto edificio rimane chiuso nelle giornate di lunedì. A questo proposito è utile prenotare la propria visita per non rischiare di trovare i biglietti esauriti e rinunciare a vedere una delle sezioni più affascinanti di tutto il complesso.

Le prenotazioni possono essere effettuate online, visitando il sito ufficiale del Vittoriale degli Italiani o telefonando al numero 0365.296511

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Sull'autore
Jacopo Il Cavaliere errante

Da sempre in giro per il mondo, oggi Jacopo Cazzaniga lavora a...

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