Roma Vaticano

Storia di un pellegrino

Prima stazione: Castel sant’Angelo

Il viaggio comincia di buon’ora, quando il pellegrino attraversa il Tevere e si trova di fronte a Castel Sant’Angelo: il mausoleo per l’imperatore Adriano ha saputo resistere al tempo e ha accompagnato la storia di Roma per 2000 anni, prima carcere e fortezza, poi ricchissima dimora rinascimentale.

Edificato intorno al lontano 123 d.C, il destino gli ha riservato un percorso del tutto eccezionale. Quando altri monumenti romani vennero distrutti o utilizzati per creare nuovi edifici, il Castello è rimasto integro, grazie ad una serie di trasformazioni che non lo hanno deturpato -al contrario – ci hanno lasciato una testimonianza davvero unica. Molto particolare è la pianta cilindrica del castello, protetto da massicci muraglioni, dove si può ammirare la statua dell’Arcangelo Michele, che dalla sua posizione pare sorvegliare tutta la splendida Roma.

Seconda stazione: Via della Conciliazione e Piazza San Pietro

Benedetto dalle dieci statue del Bernini che proteggono Ponte Sant’Angelo, il viaggiatore percorre curioso la lunga Via della Conciliazione, tra quei palazzi imponenti che hanno fatto la storia della città del Vaticano. Questa via ha una storia molto recente: fu infatti costruita tra il 1936 ed il 1950. Sebbene si siano succeduti diversi progetti per la realizzazione di un tracciato che conducesse al Vaticano, le viuzze strette e l’ammasso di edifici del Rione Borgo sono sopravvissute ai secoli e ai colpi degli architetti. In fondo, si staglia il profilo elegante e sontuoso della Basilica di San Pietro, il cuore della Cristianità che accoglie e consola.

La storia della Città Eterna è riassunta nella tomba del Principe degli Apostoli, a cui si arriva percorrendo una strada in terra battuta che attraversa una necropoli romana ubicata sotto il pavimento delle Grotte Vaticane, dove riposano i papi del passato (tra tutti, Papa Giovanni Paolo II).

L’autore della grande coreografia barocca che affascina chiunque abbia la fortuna di visitare la Città, fu il Bernini che ne ideò il grande colonnato su tre colonne e la forma ovale, per simboleggiare la forza della fede, che unisce ed illumina chi crede e chi, invece, si trova ancora nel buio.

Terza stazione: la Basilica

Il pellegrino, stupito da così tanta bellezza, sale timoroso la scalinata e, in silenzio, si inoltra all’interno dalla chiesa: qui dominano il Baldacchino seicentesco, sempre opera del Bernini, che incornicia imponente il sepolcro del Santo, e la bellissima statua michelangiolesca della Pietà che sintetizza in un solo sguardo tutta la sofferenza dell’umanità. Su su, in alto, domina la grande cupola: in soli 323 scalini si arriva al tetto di Roma.

In una splendida Basilica, come quella di San Pietro, non è semplice spiccare in mezzo a cotanta bellezza: dipinti, decorazioni, colonne imponenti, archi a volta e molto altro ancora. Il Baldacchino riesce comunque a brillare in mezzo all’abbondanza di questo luogo. Imponente, grande, riccamente e minuziosamente decorato, con colori forti ed in contrasto, ecco il maestoso baldacchino situato proprio sotto la cupola, dove si dà spazio alla sua importanza.

Quarta stazione: i Musei Vaticani

Quasi senza accorgersene, il viaggiatore si ritrova di fronte all’ingresso dei Musei Vaticani, immancabile sosta per chi ama l’arte e la cultura. In silenzio ossequioso, osserva gli affreschi di Raffaello nella Stanza della Signatura dove, nella Scuola di Atene, Platone e Aristotele discorrono di cose dotte e sagge, mentre nella Cappella Sistina solleva lo sguardo per ammirare la Genesi dipinta sulla volta e riflette sulla caducità della vita di fronte al grande Giudizio Universale, dove regna la figura plastica del Cristo Giudice illuminato di luce propria.

Quinta stazione: il pranzo è servito!

Dopo aver nutrito lo spirito, è ora di pensare anche al pancino: il viaggiatore si ritrova nel quartiere Prati, nella trattoria Giggi. Il proprietario è una vera e propria star del cinema, che vanta piccoli ruoli in ben 13 film diretti da importanti registi, tra cui Fellini e Risi. Appeso al chiodo il ciak, si è dedicato anima e corpo al suo ristorante dove offre bucatini alla amatriciana e la tipica frittata romana di patate e cipolle, rigorosamente senza uova.

 E non chiedetevi chi sia il pellegrino: fate i bagagli e partite, iniziate il vostro cammino.

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Sull'autore
Federica La viaggiatrice poliglotta

Nata e cresciuta a Milano, ma con un’inguaribile passione pe...

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