Bologna

La Dotta, Rossa e Grassa

 Il modo migliore per conoscere il centro storico di Bologna è sicuramente a piedi –  è una zona a traffico limitato – tuffandosi tra i suoi portici che, con i loro 40 km, le hanno valso un posto nella lista Unesco dei patrimoni da tutelare.

Gli ingredienti del successo: Bologna è servita

Per gli amici la ‘Dotta, la Rossa, la Grassa’, Bologna unisce il fascino della città universitaria per antonomasia – qui nacque il primo ateneo d’Europa- al gusto per le cose buone della vita, che hanno la forma di un tortellino ripieno o di un piatto di pasta strabordante di ragù.

L’università di Bologna è oggi composta da 11 Scuole e 33 Dipartimenti, con oltre 80 000 studenti. Immaginate l’incredulità di coloro che entrano in questo luogo per la prima volta: le aule sono rimaste intatte, gli affreschi e decorazioni sono intrisi di storia, le sue colonne potrebbero raccontare mille aneddoti. Come quelli relativi alla sua fondazione, avvenuta nel 1088 come libera e laica organizzazione tra studenti che scelsero e finanziarono in prima persona i docenti selezionati, attraverso un sistema di raccolta delle donazioni, nota come collectio.

Perchè non di solo pane vive l’uomo

Ad ogni angolo, si cela un piccolo mistero da scoprire: una osteria con le tovaglie a scacchi dove bollono i pentoloni di passatelli e si friggono le cotolette alla Petroniana, uno scorcio sulle Due Torri Garisenda e Asinelli, veri e propri grattacieli medievali da far invidia a quelli ultra-moderni di Manhattan, dalla cui vetta si può godere di uno scorcio prezioso sui colli bolognesi.

Note al mondo come uno dei simboli più forti della tradizione bolognese, le Due Torri si collocano strategicamente nel punto d’ingresso cittadino della via Emilia. Torre Asinelli, costruita tra 1109 e 1119,  è alta quasi 98 metri con una scalinata interna di ben 498 gradini. Torre Garisenda – la sorella minore – possiede invece 47 metri di altezza. La piccola torre risulta inclinata a causa di  un precoce cedimento del terreno e fondamenta e viene persino citata da Dante, che la paragona ad Anteo chinato nel cantico dell’Inferno.

La grandezza di Bologna

La nostra piccola Bologna offre un percorso particolare ai suoi ospiti, una sorta di caccia al tesoro per il centro. Scopri di più sui 7 segreti di Bologna!

Nelle vicinanze di Piazza Maggiore, entrate in Sala Borsa. Centro della cultura di Bologna, vanta una ricchissima biblioteca multimediale: gli ampi spazi e gli edifici antichi vi sedurranno al primo sguardo!

Bologna è la città dove la parola d’ordine è ‘grande’: la Basilica di San Petronio, la quarta chiesa d’Italia per dimensioni, troneggia su Piazza Maggiore dalla fine del XIV secolo, la fontana di Nettuno – regalo di Giambologna alla città – agita il suo tridente lì accanto, mentre l’Archiginnasio con i suoi 35mila manoscritti, inneggia alla cultura e al sapere universitario, che qui, tra libri, incunaboli e modelli del seicentesco Teatro Anatomico, trova la sua vera casa.

A spasso tra i sapori

Dopo aver trascorso la mattinata ammirando “la Dotta”, ora è il tempo di lasciarsi tentare da Bologna “la Grassa” con tutte le prelibatezze culinarie che offre a turisti e locali. Tornate in Piazza Maggiore e iniziate a gironzolare per le vie che caratterizzano lo storico mercato della città, ovvero il Quadrilatero. Di giorno, lasciatevi rapire dai banchi di frutta stagionale, dal pesce fresco o dai meravigliosi salumi. Assaggiate la mortadella, i tortellini, e non dimenticatevi anche qualche dolcetto.

Appena cala il sole, quelle che fino a poco tempo prima sembravano stradine fatte di innocui chioschetti di frutta e verdura, si palesano come vie piene di baretti e trattorie, dove ai bolognesi piace passare la serata, sorseggiando un buon bicchiere di vino.

Dove andare e cosa mangiare

Sempre nel centro storico di Bologna, provate i tortellini di Osteria Bottega, tanto graditi durante le fredde giornate invernali. Se questi non allettano il vostro appetito, dateci dentro con la cotoletta alla petroniana, con carne di vitello impanata, fritta e fatta cuocere nel brodo di cappone. Un peccato irresistibile!

Sempre in tema di primi piatti, lasciatevi incantare dalle lasagnette con ragù di faraona e verdure proposte dalla giovane chef di Vicolo Colombina. Uscirete dal ristorante pentendovi di non aver chiesto una seconda porzione!

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