MILANO

Appuntamento al Bosco Verticale

STIAMO TUTTE BENE - RACCONTO DI UNA RIMPATRIATA

C’erano una volta quattro amiche, provenienti da quattro angoli del mondo. Si erano conosciute durante gli anni di università, quando tutte avevano scelto l’Italia come meta del loro Erasmus e insieme avevano condiviso le stanze di un appartamento a Milano.

Una di quelle quattro ragazze ero io, quando ancora avevo poco più di vent’anni. E oggi che sono tornata a Milano per motivi di lavoro, ho deciso di invitarle a casa mia per rivederci e condividere ancora un pranzo insieme, per festeggiare l’arrivo della primavera dopo così tanto tempo.

Non sono sempre così melodrammatica, sappiatelo. Il problema è che le rimpatriate mi fanno emozionare e rivedere tante vecchie facce in un colpo solo mi fa venire gli occhi lucidi come se stessi tagliando la cipolla. Appunto, la cipolla. Lo so che per fare il soffritto e insaporire i cibi è essenziale, ma per me rappresenta il nemico numero uno.

Dopo anni di taglieri e coltelli a mezzaluna, l’ho elevata a capro espiatorio della mia cronica mancanza di voglia di cucinare. Quando guardo una cipolla, penso sia l’inizio della fine: perché so che dopo il soffritto, la cottura e il servizio in tavola ci saranno sempre piatti, pentole e fornelli da pulire.

Se c’è una cosa che mi piace fare, con l’arrivo della bella stagione, è pranzare all’aria aperta (meglio se in ottima compagnia). E dato che ci tengo a far vedere alle mie amiche le stanze del mio appartamento al Bosco Verticale, chiedo a tutte e tre cosa vogliono mangiare e prenoto con Deliveroo, per ridurre a zero le insidie e i problemi.

Francesca, che viene da Malaga, predilige la pizza farcita di prodotti freschi, magari a chilometro zero. Beatrix, che è nata e vissuta in Provenza, mi chiede di ordinarle un piatto di ravioli. Cecília, abituata ai profumi del mercato di Lisbona, vorrebbe una semplice insalata per stare leggera. E quanto a me, che sono persiana di origine, mi accontento – si fa per dire – di una bella pizza condita dall’amarezza del radicchio.

Il problema è che mi sta già venendo fame…

Quando la reception mi avverte che le ragazze sono arrivate, non sto più nella pelle. Mi affaccio sul pianerottolo, appoggiata alla porta socchiusa. Le accolgo fuori dall’ascensore, le abbraccio e mi accorgo che ritroviamo in un attimo la sintonia di un tempo. Col vento leggero e il sole in alto nel cielo, ci sediamo attorno a un tavolo in terrazzo e brindiamo, più di una volta, alle persone che siamo diventate.

Con lo sguardo diretto a Porta Nuova e a tutti i nuovi grattacieli sorti in centro a Milano, ci prendiamo un attimo di calma dallo stress quotidiano. Davanti ai nostri occhi, Milano sembra essere cambiata così tanto in pochi anni… e allo stesso modo siamo cambiate noi, dobbiamo ammetterlo.

Avevo promesso di non essere melodrammatica ma come vedete non sono stata di parola; ve l’ho detto che le rimpatriate mi fanno sempre commuovere. Meno male che ad attenderci, nelle vie pedonali sotto Bosco Verticale, c’è il quartiere Isola pieno di negozietti affascinanti e locali di tendenza in cui fare aperitivo.

Perché a Milano non ci si viene mai per caso, questo è poco ma sicuro. Il dramma vero è che con tutti i negozi di moda che ci sono, quando avrete finito di fare shopping  è probabile che vi verrà da piangerete di fronte al vostro estratto conto, molto peggio di quanto fareste tagliando una cipolla.

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